Una storia sulla scoliosi: “I guai di Ginetto”

Come ormai succede da tempo, il suono della sveglia ricorda a Ginetto che è una nuova giornata; provvede quindi alla sua igiene personale, fa colazione e prepara il suo pesante zainetto per andare a scuola…

…mentre la mamma, quasi per inerzia si appresta a dedicarsi alle quotidiane faccende domestiche, la voce imperiosa di un illustre medico in TV ammonisce che la cura migliore per la scoliosi è la prevenzione!…

…e che i primi ad accorgersi di una deviazione della colonna vertebrale dovrebbero essere i genitori.
Un gran senso di colpa assale la povera mamma che promette a sé stessa di osservare il figlio.
Al ritorno da scuola, Ginetto lancia il suo pesante zainetto sul divano e corre a pranzare.

La madre, con la massima circospezione per non insospettire il figlio, l’osserva mentre mangia e lo continua ad osservare quando studia.Le posizioni assunte da Ginetto nella quotidianità preoccupano la madre. Bisogna quindi osservarlo nudo quando fa il bagnetto… ed allora, come nell’epilogo di una disgrazia annunciata, grida così:

“MIO DIO!

MIO FIGLIO HA LA SCOLIOSI”.

Dopo una notte d’insonne meditazione la madre decide di portare il malcapitato Ginetto dal suo medico curante. Il dott. Rossi lo visita e poi dice: “Suo figlio ha una deviazione della colonna e per escludere “cause superiori” controlliamo i denti e la vista”.

La povera madre annuisce, ma esprime con palese meraviglia il dubbio: “Come possono influire le malattie della bocca e della vista sulla scoliosi?”.
Il medico risponde: “Cara signora, lei deve sapere che una malocclusione dentale o un difetto della vista possono essere causa di deviazione della colonna vertebrale”.

Escluse le “cause superiori” il medico invia Ginetto allo specialista ortopedico della USL di appartenenza.
L’ortopedico lo fa spogliare e lo visita col filo a piombo, facendo flettere il busto in avanti, valutando la mobilità delle anche, la forza muscolare, la lunghezza degli arti inferiori, etc. etc…

Finalmente giunge la sentenza del medico: “Signora, lei è stata brava ad accorgersene in tempo; suo figlio ha solo un “atteggiamento scoliotico”.

Il medico continua a spiegare che è importante che venga seguito presso un centro specializzato per la ginnastica correttiva.
A conclusione del discorso, l’ortopedico autorizza Ginetto a frequentare una palestra per la rieducazione posturale.

Il giorno dopo, mentre Ginetto e la madre sono in un centro di riabilitazione, dove, in attesa della visita fisiatrica, arriva un ragazzo che indossa un busto, spontanea è l’esclamazione di Ginetto:

“MAMMA MIA, UN MARZIANO!!!”

La mamma lo tranquillizza, dicendogli che quello è un busto che il ragazzo indossa perché è affetto da una scoliosi più grave della sua.
Finalmente la visita del fisiatra che imposta il piano di lavoro e dà le dovute raccomandazioni al ragazzo:

“Devi frequentare assiduamente la palestra perché dal tuo impegno dipende il successo del trattamento”.
Ginetto frequenta la palestra volentieri, seguendo le indicazioni date dal terapista, confortato dalla compagnia di alcuni suoi coetanei che, come lui, praticano la ginnastica correttiva.

Intanto il terapista fornisce anche ai genitori le seguenti indicazioni:

  • Far valutare da un fisiatra o da un ortopedico il proprio figlio almeno una volta l’anno fino all’età di 10 anni circa e, successivamente, 2 volte l’anno fino al completamento della crescita;
  • Limitare i carichi da sollevare o da trasportare (zainetti, cartelle, pesi vari);
  • Acquisire le modalità corrette di sollevamento e trasporto degli stessi carichi (possediamo una sola colonna vertebrale che deve durare tutta la vita!);
  • Far praticare le attività sportive sotto forma di gioco e con agonismo contenuto;
  • Evitare la pratica troppo precoce di qualsiasi attività sportiva;
  • Evitare la pratica, almeno fino ai 15-16 anni, di alcuni sport troppo traumattizzanti (motocross, pesistica, etc.etc);
  •  Non drammatizzare però sugli atteggiamenti posturali scorretti. Un’insistenza troppo “angosciante” da parte dei genitori porta più danni che vantaggi;
  •  Fare movimento e gli sport possibili, con le dovute cautele del caso, anche in gesso e corsetto.

Quando si studia fare attenzione a:

  • stare seduti evitando asimmetrie alla colonna vertebrale;
  • poggiare i piedi con tutta la pianta al pavimento;
  • che il piano del tavolo sia inclinato in avanti, o usare un leggio;
  • verificare un’eventuale carenza nell’illuminazione che potrebbe essere causa di una posizione incongrua del busto o del capo.

Fine

Testi di
Giuseppe CHIFFI – Fisioterapista
Disegni di
Roberto RUSSO